Acqua nel gasolio, che brutta esperienza!

Racconto di una disavventura e consigli ai camperisti

Alla guida della mia nuova “casetta con le ruote”, su Ducato 2.8, stavo andando con la mia famiglia verso le Dolomiti. Era da poco passata la mezzanotte del 25 dicembre, Natale. Mi ero fermato alla stazione di servizio AGIP di Bisenzio Est, sull’autostrada A1 per fare un pieno di gasolio. Non potevo mai immaginare che per me stava iniziando una spiacevolissima avventura, che racconto con qualche dettaglio, a beneficio di chi voglia far tesoro di questa esperienza, precisando che il gestore AGIP, molto correttamente, ha riconosciuto la sua responsabilità e mi ha risarcito delle spese che ho potuto documentare.

Il racconto

Quella notte ho fatto un pieno di 100.000 lire di carburante e sono ripartito con l’intenzione di fermarmi per dormire un po’ più avanti.

Ma, ecco l’imprevisto: dopo pochi chilometri, una maledetta spia gialla ha cominciato ad accendersi, prima ad intermittenza, poi fissa. Era la prima volta che la vedevo, anzi ne vedevo solo il colore giallo, perché non avevo gli occhiali e … di notte non distinguevo l’icona raffigurata. Poco dopo il motore ha cominciato a perdere sensibilmente potenza. Ho cominciato a preoccuparmi, ma era notte ed ho ritenuto più opportuno tentare d’andare avanti. Sbagliavo!

Dopo aver percorso una cinquantina di chilometri dal rifornimento, il motore pareva comportarsi meglio, anche se non bene. Giunto a Bologna Cantagallo ho ritenuto opportuno fermarmi per riposare e per rimandare la verifica dell’inconveniente all’indomani, con la luce solare. Questo è stato il secondo errore, infatti, la mattina di Santo Stefano, con temperatura esterna sottozero, non c’è stato verso di far ripartire il camper. Neanche il meccanico è riuscito nell’impresa e ho dovuto aspettare il giorno seguente (lavorativo) per farmi trasportare ad una vicina officina specializzata in pompe diesel.

Me la sono “cavata” con una spesa di quasi 600.000, di cui 300.000 di carro attrezzi, ma poteva andare molto peggio: infatti, il pompista ha appurato che avevo fatto un pieno di acqua e di gasolio (non gasolio annacquato) e mi ha evidenziato che la presenza di così tanta acqua nella pompa, aggravata dalla bassa temperatura, avrebbe potuto causare la rottura di un delicato congegno della pompa, con le conseguenze immaginabili.

Per far partire il motore il pompista ha vuotato, per quanto possibile, il serbatoio (lo svuotamento totale non è stato possibile perché i serbatoi “moderni” non hanno più il tappo di scarico!), ha pulito tutto il circuito d’alimentazione ed è riuscito a rimettere in moto il mezzo.               

Dunque, finalmente, ho potuto ripartire per la mia vacanza ma devo purtroppo aggiungere che da allora mi sono già fermato nove volte per fare ciò che avrei dovuto fare al primo segnale in autostrada, cioè: spurgare l’acqua contenuta nel filtro del gasolio, percorrere qualche chilometro per vedere se il problema si fosse ripetuto e, in questo caso raggiungere un’officina. In ogni caso non avrei dovuto fermarmi per diverse ore al freddo senza aver tentato di togliere l’acqua dal filtro del gasolio.

Cosa ho imparato:

ü       a spurgare l’acqua dal filtro del gasolio;

ü       che è meglio essere assicurati per l’assistenza in viaggio (meglio quella che prevede un concorso spese fino a 300.000 lire come quella della Vittoria Assicurazioni);

ü       che non è consigliabile proseguire il viaggio se la maledetta spia gialla segnala la presenza di acqua nel filtro del gasolio: meglio fermarsi, spurgare e fare qualche chilometro per garantirsi che la pompa si riempia di gasolio e non di acqua;

ü       che sarebbe meglio farsi rilasciare ricevuta del rifornimento, per poterlo dimostrare in caso di necessità, ma questo non è sempre praticabile!

 

Claudio Pighin

 

 

 

PARLANDO DI RIFORNIMENTI, RICORDIAMO CHE

CHIARO CARBURANTE,

MENO INQUINAMENTO

 

Finalmente, nella rassegna stampa ADUC un vero gioiello: la possibilità di chiedere carburante al posto dei gadgets.

Sembrerebbe una sciocchezza ma, a nostro giudizio, è un passo da gigante per un prezzo trasparente dei carburanti, al fine di poter valutare dove effettuare l'acquisto.

Si tratta di un concreto contributo alla tutela ecologica del territorio perchè la maggior parte degli autisti opterà per più carburante, costringendo le società petrolifere ad evitare l'acquisto di inutili gadgets che poi finiscono per intasare i cassonetti e le discariche cittadine.

Visto questo trend positivo, ci auguriamo che il prossimo passo sia l'installazione sulle autostrade, come avviene da decenni in Francia, di cartelli verticali con sopra i prezzi dei carburanti praticati nelle stazioni di servizio che incontreremo percorso.

Ovviamente, il salto di qualità sarebbe l'assistere all'allestimento sulle autostrade e superstrade, almeno ogni 15 Km, di aree di sosta e ristoro, in gestione e/o proprietà dei dipendenti delle autostrade, abolendo i micidiali / inquinanti caselli e gli assurdi / medievali pedaggi.

Pier Luigi Ciolli

 

LA NOTIZIA

10 agosto 2000 / IL SOLE 24 ORE / Soltanto ora, con una circolare del ministero delle Finanze, si apprende che dal 30 giugno 2000 gli automobilisti non erano tenuti ad accettare i premi dai benzinai in cambio dei bollini per i pieni o i cambi di olio. Al contrario, si puo avere semplice benzina. La circolare chiarisce anche che dal 1 gennaio 2000 le compagnie petrolifere devono rendere noto il costo diretto unitario dell'omaggio.

 

 

 

COMPAGNIE PETROLIFERE

STAZIONI DI SERVIZIO

DISTRIBUZIONE CARBURANTI

NESSUN RISPETTO PER I CLIENTI

ANCORA FERMI AL VECCHIO MILLENNIO

 

Il comunicato dell'ADUC ci riporta ad un vecchio, micidiale ed insuperato problema: ci vendono acqua anzichè carburante.

La prima domanda è come sia possibile che la Guardia di Finanza non intervenga in difesa del cittadino.

La seconda domanda è perchè, di prassi senza bisogno di leggi, non venga chiusa la stazione di servizio per il tempo utile a che, dopo il rifornimento, l'acqua si depositi nel fondo della cisterna, esponendo un grande cartello con sopra l'orario del rifornimento e quello della riapertura.

Una soluzione semplice nel rispetto del cliente e delle regole commerciali.

Attualmente, il costringere il cliente a farsi rilasciare sempre una ricevuta è vessatorio tantopiù che, vista la struttura delle stazioni di servizio italiane, il rifornimento avviene come ai pit stop di Formula 1.

Vediamo cosa rispondono le Compagnie in indirizzo e la FAIB.

Pier Luigi Ciolli

 

1 Luglio 2000 / Roma / COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC / AUTOMOBILISTI NON FERMATEVI A FARE BENZINA IN PRESENZA DI AUTOBOTTI. / Gli automobilisti non dovrebbero fare rifornimento di benzina se nella stazione di servizio c'e' una autobotte, altrimenti l'auto potrebbe fermarsi dopo qualche chilometro. Il motivo è semplice -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Le cisterne delle stazioni di servizio oltre a contenere benzina o gasolio, includono anche una certa quantità di acqua, proveniente essenzialmente da infiltrazioni o dallo stesso carburante; l'acqua è più pesante della benzina, si deposita nel fondo e non viene "pescata" durante un normale rifornimento. Quando una autobotte rifornisce la cisterna, per la turbolenza, si crea una miscela di carburante e acqua che, se non depositata, va a finire nel serbatoio dell'automobile. Gli effetti sono facilmente immaginabili: l'acqua finisce nel carburatore e nei cilindri; il rischio è quello di fermarsi dopo qualche chilometro, senza sapere il perchè. Lo stesso inconveniente può verificarsi prima del travaso dall'autobotte, perchè il livello di carburante nella cisterna è minimo, a poca distanza dall'acqua sottostante e il tubo di pescaggio potrebbe risucchiare anche l'acqua. Le compagnie petrolifere sono assicurate contro questo tipo di rischio e  l'automobilista può chiedere il risarcimento del danno; naturalmente occorre documentare il rifornimento di carburante, per cui il nostro consiglio è quello di farsi rilasciare lo scontrino o pagare con carte di credito.